Galassia Internet

Si tratta della più grande invenzione del millennio, le cui potenzialità si erano già cominciate ad apprezzare a partire degli anni ’90, con le prime BBS e il paradigma della difesa della comunicazione informatica. Sembrano trascorsi millenni, eppure questa rivoluzione eccezionale è accaduta nell’arco di neanche 40 anni. Il web è diventato da un lato punto di riferimento per i paladini della libertà individuale e dall’altro un universo senza leggi in cui delinquere. La magia degli albori, quando nei centri sociali e nei circoli culturali venivano create delle interessantissime community, accumulate dalla voglia di comunicare liberamente le proprie idee e diffondenderle al Mondo intero ad una velocità impressionante, come mai era accaduto nella storia, ha lasciato il posto a vuoti normativi preoccupanti, in cui hanno potuto insinuarsi losche figure se non proprio vere organizzazioni criminali. La galassia di Internet continuerà a brillare a lungo, ci si chiede in questo testo? E per rispondere a questo interessantissimo quesito si analizza il ruolo prima di Google, come motore di ricerca assoluto, in grado di veicolare i flussi d’informazione di un intero pianeta e successivamente di Facebook e degli altri social network, che hanno sottratto sempre più ore di navigazione al colosso di Palo Alto. Dove “big G” era stato capace, con l’assurda e perversa logica di un algoritmo indecifrabile, di nascondere quello che in fondo era la sua opinione soggettiva di che cosa far comparire nella prima pagina, dandogli maggiore visibilità e cosa invece relegare in fondo alla SERP, cancellando di fatto qualunque possibilità di diffusione di una notizia. Man mano che il numero delle informazioni è cresciuto, più forte si è sentita la necessità di essere partecipi di un gruppo, accumulati dagli stessi interessi e in grado di condividere passioni, desideri e perchè no perversioni. Lo spazio delle comunità virtuali annidate su piattaforme online come Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest hanno lasciato libero sfogo al nostro lato oscuro, smascherando dei taboo atavici di cui ci vergognavamo, ma ormai resi pubblici, attraverso il gioco delle identità fittizie. In questo intreccio misterioso e un po’ oscuro hanno proliferato tradimenti, feticismi di ogni sorta e violenze verbali e a volte fisiche. Sin dove si spingerà l’universo di internet prima di farci ritornare con i piedi per terra e comprendere come una libertà virtuale può diventare ancora più fittizia e pertanto frustrante se non trova un corrispettivo nella vita reale?
Filosofi del XXI secolo, psicologi delle comunità, intellettuali ed esperti della comunicazione in rete, si interrogano oggi su come potrà mutare questo insieme di stelle che si sta spegnendo lentamente, ad una velocità inversamente proporzionale a quella a cui ci siamo abituati attraverso la tecnologia dei big data. Che la galassia di internet non sia l’inizio di un big bang emozionale dell’intera umanità, saranno soltanto gli anni a dimostrarcelo.

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