Almirante, Israele e il sionismo che covava sotto la storia della destra

“Almirante, Israele e il sionismo che covava sotto la storia della destra”, di Marina Valensise

Chi lo ha detto che tutte le forze di destra della politica italiana fossero state antisemite? E se i poteri forti del regime idealizzato da Almirante e le premesse con cui nacque il Movimento Sociale Italiano fossero collusi con il settore più influente della politica istraeliana?

La storia spesso nasconde degli angoli curiosi delle relazioni sociali tessute dall’uomo politico, allo scopo di dominare il Mondo, prima sui libri e attraverso i mezzi di stampa e successivamente nella realtà. La crociata contro gli insediamenti dei coloni in Palestina e Cisgiordania è soltanto una facciata più superficiale della destra oltranzista che ha cercato storicamente di tessere trame con coloro i quali le permettessero di incrementare i propri consensi. La parte estremista, incarnata dalla visione di Almirante, nei confronti dell’operato dei figli di Sion, è solo uno strumentino utilizzato dallo zoccolo duro della destra, per convogliare sotto la propria ala protettiva sentimenti più estremi, come l’odio verso gli ebrei.
Il popolo giudeo, decimato dai fanatismi di Hittler e da tutto il partito nazista, in Germania, diventava un bersaglio facile anche per il duce Mussolini in Italia, nella speranza di salire sul carro dei vincitori. Allo stesso tempo però, i legami economici tra numerosissimi banchieri di origine ebraica e tantissimi uomini che occupavano prestigiose posizioni nella società, con chi tirava le redini della società, non poteva lasciare indifferente Almirante, figlio di una mentalità di far politica, nata per far scalpore e infiammare i cuori delle persone. Se da un lato la popolazione italiana cercava quindi un riscatto e vedeva nella destra forte e in un leader come Benito Mussolini e nei suoi uomini d’azione, tra cui appunto Giorgio Almirante, un punto di riferimento e di cambiamento da seguire, dall’altro l’MSI non poteva rompere d’un tratto quel vincolo economico, prima ancora che culturale, che legata il governo in Italia con Istraele. Gli sviluppi della guerra, il grande accento posto sull‘olocausto degli ebrei e il coinvolgimento emotivo creato attraverso le “giornate della memoria”, dimostrano come le principali vittime dell’assurdità della seconda guerra Mondiale, siano divenuti parte di quell’elite intoccabile, di fronte alle quale ogni azione diventa un abuso, una minaccia o qualcosa di immorale.

Seppure il razzismo vada combattuto con ogni mezzo e maniera, in quanto dimostrazione dell’imbruttimento dell’uomo civile, incapace di riconoscere gli altri, come lui, e quindi sé stesso. Questa lettura di Marina Valensise si rivela interessantissimo per rileggere il personaggio di Almirante anche sotto quest’ottica, apportando approfondimenti interessanti, mediante ciascuna pagina che andremo a sfogliare.

 

 

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